Lo spazio del divenire

Articolo pubblicato su: 29 ago 2026
Lo spazio del divenire
Tutti Magazine

 «Passiamo una vita a domandarci chi siamo. Ogni risposta dura il tempo di un passo. Poi la strada ne chiede un'altra. Forse l'identità non è una risposta. È la domanda che continua a camminare con noi. Cerchiamo un luogo, un lavoro, un nome che ci definisca, come se bastasse una parola a contenerci. Ma la vita ci porta sempre un po' più in là. E forse la libertà è proprio questa: concedersi di cambiare, di smentirsi, di lasciare spazio a ciò che ancora non conosciamo di noi». 

Da questa riflessione di Maria Luisa Pianegonda, fondatrice del marchio italiano di gioielli in argento lavorato a mano Maria e Luisa Jewels, nasce “Lo spazio del divenire”: una campagna fotografica che ritrae la donna contemporanea non come un'identità compiuta, ma come una presenza in continuo movimento. 

Davanti all'obiettivo, la donna non è mai definita dall'età o da un'identità fissa. Attraversa con naturalezza forza e vulnerabilità, essenzialità e teatralità, rigore e sensualità. Ogni ritratto apre una possibilità, senza cercare una risposta definitiva. 

La stessa visione prende forma nei gioielli Maria e Luisa Jewels. Realizzati artigianalmente in Italia in argento 925, ogni creazione possiede un carattere deciso senza imporre un'identità a chi la indossa. Le superfici incise, la profondità della materia intagliata a mano e il dialogo tra forme e volumi accompagnano il movimento, lasciando che ogni gioiello trovi un significato diverso insieme alla persona che lo indossa. 

 

«Non ho mai pensato al gioiello come a qualcosa che debba definire una persona. Al contrario, credo debba lasciarle la libertà di essere diversa ogni giorno, di cambiare, di sorprendersi. Le nostre creazioni hanno una presenza forte, ma è sempre la donna che le indossa a dare loro un'identità». 

Definirsi significa, spesso, tracciare un confine. Maria e Luisa Jewels sceglie, invece, di abitare ciò che resta aperto. Di celebrare la libertà di cambiare, di accogliere le proprie contraddizioni, di non smettere di interrogarsi. Forse l'identità non è una risposta. È la domanda che continua a camminare con noi. 
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